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Cento anni fa, a Livorno, i delegati della frazione comunista abbandonarono il Teatro Goldoni, dove erano in corso i lavori del XVII Congresso del PSI, e, alle ore 11, si ritrovarono al Teatro San Marco. Durante la guerra da poco conclusa, l’edificio era stato requisito, trasformato in deposito militare e quindi era stato abbandonato, cadente e col tetto danneggiato in più punti. Qui, fu fondato il Partito Comunista d’Italia sezione dell’Internazionale di Lenin e fu eletto il suo primo esecutivo formato da Amadeo Bordiga, Bruno Fortichiari, Ruggero Grieco, Luigi Repossi e Umberto Terracini.

Di questa storia i mezzi di comunicazione continuano a fornire una narrazione falsa e zoppa, prodotto sicuramente della demenza e del tracollo culturale di questo Paese ma anche della coltre di oblio che i comunisti del «partito nuovo» di Togliatti hanno disteso sulle loro stesse origini. Per fare un esempio, il senatore Giovanni Brambilla, intervenendo in una conferenza sulla fondazione del partito comunista ...continua a leggere "EVVIVA IL COMUNISMO!"

Ricorrono, in quest’anno che si sta chiudendo, il centenario della nascita di Gianni Rodari e il quarantesimo della sua morte.

Nell’epoca del neoliberismo tronfio e apparentemente trionfante, strani destini sono riservati agli scrittori comunisti: essere dimenticati, condannati alla damnatio memoriae, oppure, quando questa proscrizione risulta impraticabile, essere completamente travisati e svuotati di contenuti rivoluzionari e liberatori. A Rodari, è capitato di peggio. Il suo lavoro e il suo pensiero sono stati oggetto di un macabro tentativo di sdoppiamento. Come Il visconte dimezzato, è stato maciullato e diviso, però con un risultato ben diverso da quello del romanzo di Italo Calvino. Infatti, da una parte, si ritrova il Rodari “Buono”, quello delle filastrocche senza riscontri col reale, quello di un vago umanitarismo adattabile a tutte le stagioni, quello di una fantasia fine a se stessa, quello di prodotto di mercato ghiotto per l’editoria e lo spettacolo. Accanto, dall’altra parte, giace il Rodari “Gramo”, il partigiano, il militante comunista, l’intellettuale organico della classe, il ...continua a leggere "GIANNI RODARI, UN COMPAGNO, UN COMUNISTA"

In tutte le disinvolte chiacchiere sulle elezioni dei prossimi 20 e 21 settembre, una sola certezza risulta confermata: la confusione. Una confusione senza limite né vergogna. I media parlano di «referendum confermativo», come se quell’aggettivo invitasse implicitamente a confermare la legge di revisione costituzionale, quindi a votare “sì”, in contrapposizione al «referendum abrogativo» in cui si sarebbe indotti invece a votare “no”. In realtà, nella Costituzione italiana, non esistono né il referendum confermativo né quello abrogativo: infatti, gli articoli 75 e 138 parlano semplicemente di «referendum popolare», senza altri aggettivi, in cui l’elettore vota, sulla base delle proprie convinzioni, “sì” oppure “no”, secondo una diversa procedura per le leggi ordinarie e per quelle costituzionali.

 

Una “casta” che punisce se stessa? L’argomento di cui si chiacchiera con disinvoltura è la riduzione del numero dei deputati, da 630 a 400, e dei senatori, da 315 a 200. Un taglio «lineare», dicono i bene informati, esattamente come furono «lineari» i tagli che hanno devastato il sistema pensionistico, la sanità, la scuola, lo stato sociale, svuotato le fabbriche e distrutto l’intero apparato industriale del paese. Si vocifera che gli effetti delle sforbiciate che stanno per abbattersi su Montecitorio e Palazzo Madama saranno a dir poco mirabolanti: zac! Risparmi finanziari stellari; zac! Un parlamento mostruosamente efficiente; zac! Una ...continua a leggere "“CONFERMATIVO” SARÀ LEI!"

Allarmante e sempre grave è la situazione del covid 19 in Italia e nel mondo, a fronte dei negazionisti, dei soloni che prevedevano la scomparsa del virus con l’arrivo del caldo, che ha invece portato a un abbassamento delle età media dei contagiati. In questa situazione eccoci a partecipare ad alcune iniziative all’aperto per ricordare due eccidi fascisti in questa calda estate. Il 10 agosto, Piazzale Loreto a Milano dove furono fucilati 15 partigiani e il 14 agosto a Quarona Sesia in Valsesia dove furono impiccati al ponte della Pietà 5 partigiani. Subito si è notato come fossero ben presenti e rispettate le norme di sicurezza, il distanziamento fisico, la mascherina, la cura dei luoghi dove si svolgevano le iniziative. Ben diversa fu la situazione che si ebbe con la manifestazione della destra il 2 giugno. Loro i promotori dell’ordine, della disciplina, delle regole da rispettare con la forza; loro i ...continua a leggere "A PROPOSITO DI DISTANZE"

Sì, è tempo e ora di ridire, ribadire, di ricordare e di essere anti-americani. E noi comunisti lo siamo. Proposta Comunista è assieme alle centinaia di migliaia di cittadini americani che protestano e lottano contro il potere razzista, violento e autoritario del governo con connotazioni fascistizzanti di Trump. Si deve levare forte il nostro anti-americanismo, contro l’imperialismo e il sistema capitalista americano. Quello che esporta la democrazia con la guerra, la morte, gli embarghi, lo sfruttamento degli uomini e delle risorse del pianeta. Quel sistema imperante che sta facendo morire la vita e distruggendo la Terra, per il profitto di pochi, per ...continua a leggere "ORGOGLIOSAMENTE ANTI-AMERICANI"

« L’Italia l’è malada », cantavano i contadini padani durante la rivolta de La boje! È trascorso quasi un secolo e mezzo da quelle lotte agli albori del movimento operaio italiano, ma le condizioni di salute del paese non accennano a migliorare. C’è il coronavirus, ma seguita a circolare un’infezione peggiore: la ricerca spasmodica del profitto a ogni costo imposta dal credo neoliberista. E tra le due forme di contagio si è subito stabilito un circolo vizioso: una alimenta l’altra, stritolando le classi subalterne.

Non è vero che le epidemie colpiscono tutti allo stesso modo. In una società di classe, anche i microbi portano irrimediabilmente il marchio dell’ingiustizia sociale. È sempre stato così. Quando, dalla Cina all’Europa, per migliaia di chilometri, passò la falce devastante della peste nera, furono i servi, i contadini poveri, le plebi urbane a pagare i costi maggiori in termini di vittime (la sola Europa perse circa un quarto della sua popolazione!), di carestie e di indicibile miseria. Così come è vero che diversi sistemi economici e politici non hanno la stesso impatto sullo sviluppo ...continua a leggere "L’ITALIA L’È MALADA"

Al peggio non c’è limite. La conferma viene dai ritardi e dal modo farraginoso e caotico con cui il ministero dell’Istruzione di viale Trastevere ha gestito l’attuale emergenza sanitaria. La scuola da decenni è stata messa ai margini dalla politica, privata di risorse indispensabili, asfissiata dalla burocrazia, mal governata da una pletora di funzionari e di ministri accomunati da grigiore, arroganza e incompetenza, per non dire peggio. Su questa deriva si è abbattuto l’uragano del corona virus che, dallo scorso mese di febbraio, ha portato alla chiusura delle scuole e, di fatto, ha posto fine alla loro attività educativa. Questa è la realtà anche se il ministro e i mass media dicono che tutto va bene perché c’è la… “didattica a distanza”. Anzi, qualcuno la ritiene addirittura migliore del “vecchio” modo di ...continua a leggere "UN MINISTRO DA TENERE A DEBITA DISTANZA"

La ricorrenza della caduta del muro di Berlino ha avuto, a un migliaio di chilometri di distanza (tanti separano il nostro confine settentrionale dalla capitale tedesca), un eco mediatica a dir poco ossessiva. Purtroppo, dalle voci di molti cantori, che in questi giorni abbiamo sentito gorgheggiare inni alla libertà, è uscita più di una stecca e di una nota stonata. Difficile credere agli acuti e al candore di chi si scaglia contro la vergogna del muro di Berlino e poi chiude i porti o soffia sul fuoco del razzismo e dell’antisemitismo oppure, peggio, classifica i muri che frammentano l’umanità di oggi in “buoni” e “cattivi”. Come può gente senza vergogna, scandalizzarsi per la vergogna di un muro? Non è credibile.

E a proposito di miti della propaganda, perché dimenticare che il muro di Berlino, realizzato nel 1961, fu preceduto il 5 marzo 1946 dalla «cortina di ferro» di Wiston Churchill? La cortina non è forse quel tratto di mura fortificate compreso fra due torri o due bastioni, nel nostro caso l’Europa atlantista e gli Stati Uniti? Certamente il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy, con il suo famoso “ich bin ein ...continua a leggere "E ORA LEVATE IL MURO!"

di Marco Travaglini

Il 9 novembre di trent’anni fa il Muro di Berlino, eretto in una sola notte il 13 agosto del 1961, veniva abbattuto. A colpi di piccone si cancellava il simbolo della guerra fredda, di un mondo spaccato a metà, in due blocchi: i regimi comunisti a Est e i paesi democratici a Ovest. Quella barriera di filo spinato, eretta dalla DDR nel periodo caldo della “crisi di Berlino” di 58 anni fa allo scopo di separare la Repubblica Democratica tedesca dalla Repubblica Federale di Germania, nelle settimane successive fu sostituita da un muro alto quasi quattro metri, lungo più di 150 chilometri, controllato da centinaia di torrette di guardia disposte a intervalli regolari.

La sera del 9 novembre 1989 i berlinesi dell'est forzarono il passaggio attraverso il muro che, per ventotto anni, contrappose due modelli di vita diametralmente contrari: una città viva, libera e consumista a ovest, una città tetra e oppressa a est. Le guardie al checkpoint di Bornholmer Strasse furono le prime a cedere alla pressione della masse aprendo la barriera. Non venne sparato un solo colpo e poco ...continua a leggere "TRENT’ANNI DOPO L’ABBATTIMENTO DEL MURO DELLA VERGOGNA"

di Marco Travaglini

Sono passati trentacinque dall’11 giugno del 1984, il giorno in cui è morto Enrico Berlinguer. Gli fu fatale l’ultimo comizio tenuto qualche giorno prima a Padova in vista dell’appuntamento elettorale per il rinnovo del parlamento europeo. Le immagini, per lo più in bianco e nero, ci rimandano il suo viso scavato, il corpo minuto. Una velata malinconia nello sguardo, il timbro di una voce antica. Quella stessa voce che proponeva – con lucidità – una visione del mondo nuova; la necessità di portarsi dietro tutti in scelte più avanzate, di cambiamento, dove impegnare i destini di un popolo che si diceva comunista, ma di un tipo del tutto originale, italiano e democratico, innervato nella Costituzione repubblicana. Quell’uomo che sembrava così fragile, si chiamava Enrico Berlinguer. Gentile, ...continua a leggere "BERLINGUER, TRENTACINQUE ANNI DOPO"

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