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Il giorno della Liberazione, che si celebra quest'anno per la 74a volta, è una ricorrenza importante. Ha rappresentato per l’Italia il momento della rinascita. La mia generazione è stata fortunata. Ha potuto apprendere da chi l'aveva vissuto in prima persona lo "spirito del tempo" di quell'epoca drammatica: la tragedia della dittatura fascista, la guerra, l’armistizio dell'8 settembre '43, l’occupazione tedesca e la Repubblica di Salò, le imprese coraggiose e spesso disperate della Resistenza fino all’arrivo degli alleati e alla Liberazione. Quel 25 aprile rappresentò un momento catartico di rabbia e gioia, di orgoglio, forza e riconquistata dignità.

Le testimonianze dirette di coloro che hanno scritto pagine importanti di quel periodo storico, di persone note e meno note che hanno restituito la libertà e la dignità al nostro Paese ci hanno consentito, più dei libri, di conoscere e di assorbire quella grande lezione di speranza e volontà di rinascita.
Questa ricorrenza che, negli ultimi anni sembra aver assunto i caratteri ludici di una festa svuotata dai valori veri, ci deve, invece, parlare del sacrificio di tanti uomini e donne, di tanti giovani che ebbero la forza di dire “No” al regime totalitario che stava distruggendo l’Italia, ci deve evocare piccole e grandi storie di persone ...continua a leggere "IL SENSO DEL 25 APRILE"

di Marco Travaglini

Le elezioni politiche del 1948 si tennero il 18 aprile. Per la seconda volta, a guerra finita e liberazione avvenuta, si votava a suffragio universale. Una campagna elettorale dura, senza esclusione di colpi , si consumò nel paese nel breve volgere di un mese e mezzo. Il mondo diviso in blocchi dalla “guerra fredda”, il piano Marshall e il peso degli Stati Uniti d’America in Europa , l’influenza della chiesa cattolica, determinarono prima la frattura nel governo a tre che vedeva insieme DC, PCI e PSI, con l’esclusione delle sinistre, inasprendo le polemiche nel paese, e poi il ricorso alle urne. Il 20 marzo 1948, a un mese dal voto, il segretario di Stato Usa, George Marshall, artefice del piano di aiuti economici definito dal governo di Washington per la ricostruzione dei Paesi europei “amici”, dichiarò che gli aiuti economici all’Italia (erano già arrivati 176 milioni di dollari in tre mesi) sarebbero cessati nel caso di una vittoria elettorale delle sinistre. Parole velenose, pronunciate mentre prendeva corpo l’idea che dal responso delle urne dipendesse la scelta tra occidente e comunismo. Si fronteggiarono così, a muso duro, la Democrazia ...continua a leggere "L’EQUIVOCO DEL 18 APRILE 1948"

Si sono auto definiti “il governo del cambiamento”, ma vizi e sotterfugi di chi va al potere sono sempre quelli

L’importante è nascondere, non sapere, fingere, come sempre. Meglio è propagandare quotidianamente falsità che alla fine diventano “verità”; meglio lanciare fumo negli occhi dei cittadini. Questa è la peculiarità del governo Di Maio – Salvini. Nella lista dei bandi della Consip, società che gestisce gli acquisti di beni e servizi per la pubblica amministrazione, si sono scoperti due bandi del governo M5S- Lega a fine anno 2018 per l’acquisto di 8250 auto blu, anche di lusso. Costo 168,5 milioni di euro; 7900 così dette “auto grigie”, veicoli di cilindrata inferiore a 1600 cc; suddivise fra 1500 forze dell’ordine; 1500 furgoni; 1250 a doppia alimentazione o ibride; 200 motociclette; 380 auto con cilindrata superiore a 1600 cc tutte blindate così ripartite per categoria: 140 berline, 80 a cinque porte, 160 fuoristrada. Si è mascherato con il 18% dei nuovi acquisti alle forze dell’ordine, il classico vizietto dei rampanti al potere, della nuova casta che, come nelle migliori tradizioni italiche, non ne sapeva nulla. Questa è stata l’espressione di Luigino Di Maio, ignaro di ogni cosa, anche sulle gravi crisi industriali che colpiscono i ...continua a leggere "DA CASTA A CASTA, NIENTE CAMBIA"

Venerdì 12 aprile, alle ore 21, presso la Biblioteca Comunale di Maggiora (via Gattico), presentazione del libro Borgomanero 21 agosto 1927. Ambroeus e le vite degli altri. Saranno presenti gli autori Sergio Bertona e Angelo Vecchi. Alla vigilia dell'assassinio di Sacco e Vanzetti, otto giovani operai decidono di manifestare il loro sdegno e di sfidare il fascismo. Saranno arrestati, tradotti davanti al Tribunale speciale e condannati duramente. Una storia che invita a riflettere su cosa veramente è stato il fascismo, sul filo rosso che lega l'opposizione antifascista durante il ventennio alla Resistenza, sulle pesanti eredità che il fascismo ha lasciato alla repubblica democratica. Organizzano la serata il Comune, l'ANPI e la Biblioteca comunale di Maggiora.

di Marco Travaglini

Vječna Vatra è la “fiamma eterna”, al centro di Sarajevo, all’angolo tra la Maršala Tita e Fehradija, la via pedonale principale del centro storico. Quella del memoriale alle vittime militari e civili della seconda guerra mondiale e ai partigiani, si dice sia l’unica fiamma che non si è mai spenta nemmeno sotto l’assedio.
È un monumento dall’alto valore evocativo. La lapide ricorda una data, il 6 aprile del 1945. Il giorno della liberazione della capitale bosniaca dall’occupazione nazista e della vittoria di serbi, bosniaci e croati che insieme riconquistarono la libertà. Insieme, uniti come le dita di una mano chiusa a pugno per resistere e colpire sotto le insegne dell’esercito partigiano di Tito.
La dimostrazione visiva di una lotta comune, segnata dall’antifascismo degli slavi del sud. Poi, dalla Vječna Vatra si va in direzione del mercato di Markale. La strada è breve: neanche il tempo di tirare il fiato e compare la piazza con i banchi di ferro e di legno del coloratissimo mercato della frutta e della verdura. Come in tutti i ...continua a leggere "MARKALE, IL “MERCATO DELLE STRAGI” DI SARAJEVO"

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