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Lo scorso 19 ottobre il progetto dell'Impianto di recupero argille, terre e fanghi non pericolosi, che la ditta Italhousing Ambiente Oleggio S.r.l. voleva realizzare a Boca, è stato ritirato durante la terza Conferenza dei Servizi di Novara. Il Consigliere delegato all'Ambiente della Provincia ha dichiarato alla “Stampa” che i proponenti «di fronte alla prospettiva di una bocciatura formale, hanno ritenuto di ritirarlo».
Si chiude così il primo capitolo di una vicenda iniziata nel tardo autunno dello scorso anno, quando, per caso, si scoprì l’esistenza di un progetto in itinere amministrativo che chiedeva l’autorizzazione per un impianto di «recupero argilla, terre e fanghi non pericolosi» della ditta Italhousing Ambiente Oleggio srl in Boca ...continua a leggere "ITALHOUSING. MANTENERE ALTA ATTENZIONE E VIGILANZA"

Due parti di idrogeno e una di ossigeno per dire “acqua”, in un pianeta che è fatto d’acqua per il 70%. Marco Paolini, in un suo monologo si chiedeva: “ Sulle rive dei fiumi, dei laghi, del mare – al confine dove l’acqua tocca la terra, dove l’asciutto diventa bagnato – com’è possibile piantare in terra un cartello con la scritta “privato”? “. In sostanza poneva la domanda delle domande: ma di chi è l’acqua? La risposta logica sarebbe : è di tutti! E’ risorsa, diritto, elemento fondante come l’ aria e come l’aria di difficile conversione in merce. Il suo essere bene indiviso nei secoli ...continua a leggere "Due parti di idrogeno e una di ossigeno"

Per tutta la giornata di martedì scorso, un angolo di piazza Martiri è stato consacrato a McDonald’s, il moloc del fast food. Qua e là, alcuni chioschi sui quali dominava ben visibile il logo della multinazionale americana. Dentro ai gazebo, i sacerdoti del moloc, i selezionatori del personale, i macinatori delle “risorse umane”. Attorno, mescolati ai curiosi, ragazze e ragazzi, qualcuno magari con qualche capello bianco, tutti in cerca più o meno disperata di lavoro.
McDonald’s intende aprire un locale nelle vicinanze del casello autostradale sulla strada per Arona e, oltre alla carne trita per confezionare hamburger e hot dog, ha bisogno delle energie di una quarantina di corpi viventi da spremere secondo le più spietate logiche del mercato globale. Pare che per quei 40 posti di lavoro si siano ...continua a leggere "BORGOMANERO: LA DISOCCUPAZIONE FA SPETTACOLO"

Il giorno dopo la presa del Palazzo d’Inverno, l’8 novembre 1917, Lenin prendeva la parola davanti ai delegati riuniti nel Secondo Congresso dei Soviet e diceva:
«La questione della pace è la questione urgente, la questione nevralgica dei nostri giorni. Se ne è molto parlato, scritto, e voi tutti, certamente, l’avete non poco discussa. Permettetemi perciò di passare alla lettura della dichiarazione che il governo da voi eletto dovrà pubblicare.
Decreto sulla pace
Il Governo Operaio e Contadino, creato dalla rivoluzione il 24-25 ottobre e forte dell’appoggio dei Soviet dei Deputati degli Operai, dei Soldati e dei Contadini, propone a tutti i popoli belligeranti e ai loro governi l’immediato inizio di trattative per una pace giusta e democratica.
Il Governo considera come pace giusta e democratica, alla quale aspira la stragrande maggioranza degli operai e delle classi lavoratrici di tutti i paesi belligeranti, sfinite, estenuate e martoriate dalla guerra, la pace che gli operai e i contadini russi esigevano nel modo più deciso e tenace dopo l’abbattimento della monarchia zarista, una pace immediata senza annessioni (cioè senza la conquista di terre straniere, senza l’annessione forzata di altri popoli) e senza indennità. ...continua a leggere "IL GIORNO DOPO LA RIVOLUZIONE"

di Marco Travaglini

È passato poco più di un anno da quando Dario Fo , il “grande giullare”, ci ha lasciati ed è bello pensare che sia tornato, almeno in spirito, sul lago Maggiore, in quel “paese dei mezaràt“, a cui ha dedicato l’omonimo, bellissimo libro in cui ha raccolto le sue memorie d’indocile ragazzino. In quelle pagine Dario Fo racconta i luoghi, gli eventi e i personaggi leggendari che hanno segnato la sua infanzia ( e non solo).
Prendendo le mosse dai luoghi natii ( Sangiano, in provincia di Varese) e da quelli dove trascorse l’infanzia, Dario Fo restituisce ai lettori le imprese del padre ferroviere, le visite in Lomellina al nonno Bristìn, l’apprendistato all’Accademia di Brera di Milano, gli stratagemmi per campare, il dramma della guerra, per finire — con un notevole salto temporale in avanti — ai funerali di “Pà Fo”, figura centrale di questo romanzo di formazione. Il titolo rimanda al dialetto in uso sulla sponda lombarda del lago Maggiore, dove mezaràt significa mezzo-topo, pipistrello. Il paese ...continua a leggere "Chissà se Dario Fo è tornato nel “paese dei mezarat”…"

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