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L’ospedale della Fiera di Milano.

E’ giunta la fine. Sempre giunge la fine. Dopo due mesi drammatici di morti e sofferenze si conclude la fallimentare storia dell’ospedale della Fiera di Milano. Osannato come il simbolo del modello sanitario lombardo, quasi efficiente come l’organizzazione cinese nel costruire ospedale, (sic !!!) doveva permettere un efficace contrasto alla pandemia del Covid19. Non avevamo dubbi fin dall’inizio che sarebbe stato un fallimento. Era giusto non denunciarlo allora, per rispetto ai malati agli

...continua a leggere "Ancora uno scandalo della sanità lombarda."

Sono nato nel 1902
non sono più tornato
nella città natale
non amo i ritorni indietro
quando avevo tre anni
abitavo Alep
con mio nonno pascià
a 19 anni studiavo a Mosca
all'università comunista
a 49 ero a Mosca di nuovo
ospite del comitato centrale
del partito comunista
e dall'età di 14 anni
faccio il poeta


alcuni conoscon bene le varie specie
delle piante altri quelle dei pesci
io conosco le separazioni
alcuni enumerano a memoria i nomi
delle stelle io delle nostalgie

...continua a leggere "AUTOBIOGRAFIA (1962) di NAZIM HIKMET"

“Io sono comunista

Perché non vedo una economia migliore nel mondo che il comunismo.

 Io sono comunista

Perché soffro nel vedere le persone soffrire.

 Io sono comunista

Perché credo fermamente nell’utopia d’una società giusta.

 Io sono comunista

Perché ognuno deve avere ciò di cui ha bisogno e dare ciò che può.

 Io sono comunista

Perché credo fermamente che la felicità dell’uomo sia nella solidarietà.

...continua a leggere "IO SONO COMUNISTA di NAZIM HIKMET"

Di Paolo Corsini e G.Franco Porta.

Editori Riuniti, ristampa 2018.

E’ la ricostruzione storica della vita della famiglia bresciana Abbiati Luigi, della sua Antonia Oscar e dei loro tre figli, Franco, Dolores e Loris, perseguitata negli anni della dittatura fascista fuori e dentro il carcere e al confino, fino alla morte di Luigi avvenuta presumibilmente il 17 giugno 1944 in Val Grande, a Ponte Casletto. In Ossola dove si era aggregato alle brigate partigiane. Luigi e Antonia, giovani socialisti, da subito aderirono al PC d’I, sezione dell’Internazionale Comunista, vivendo la loro scelta politica in un tutt'uno con il loro rapporto d’amore, di coppia, di famiglia. Totalità di sentimenti, di lotta, di militanza ma anche di grandi sacrifici, dolori e sofferenze e privazioni. Una cronaca famigliare intensa, con la continua e difficile ricerca del lavoro: Luigi operaio specializzato, Antonia donna di servizio e per un periodo lavorante presso il la rappresentanza Sovietica a Milano. L’impegno supportato sempre dalla convinzione della inevitabile vittoria del proletariato e della sconfitta del fascismo. Quindi la continua lotta minoritaria , tra difficoltà e isolamento, contro il fascismo: lotta fatta di collegamenti e resistenza umana fra i compagni rimasti ma sempre per rinsaldare  i rapporti e la presenza all’interno dell’Italia. Un libro importante perché mette in evidenza in primo piano, a differenza della storiografia principale che privilegia i gruppi dirigenti dei partiti, la vita di una famiglia completamente dedita al pensiero comunista e alla sua affermazione per la giustizia, la democrazia e la rivoluzione proletaria. Gli autori hanno lavorato a lungo ritessendo moltissime notizie e informazioni da archivi pubblici, privati, da testimonianze orali spesso frammentarie. La prima edizione e del 1992; mai come ora è attuale leggere e comprendere il valore della vita di Luigi e Antonia e dei loro figli per mantenere e proiettare nel futuro l’inestimabile e fondamentale patrimonio ideale, culturale, sociale,  politico  e umano che è stata la lotta per l’emancipazione dei lavoratori e della società, costruita dai tanti militanti del Partito Comunista Italiano. ...continua a leggere "AVVERSI AL REGIME, una famiglia comunista negli anni del fascismo"

La Confindustria parla chiaro, da sempre. La rivincita e lo smantellamento delle residue conquiste dei lavoratori e sindacali sono l’azione principale dell’associazione dei padroni. Con il precedente presidente Vincenzo Boccia vi era una parvenza di confronto con il quadro politico e sociale, ora con Carlo Bonomi i padroni si fanno davvero Covid 19. Il 4 maggio con un’intervista il Bonomi si presenta. Non si tratta più di collocare i bisogni e gli interessi delle imprese all’interno delle esigenze del paese Italia, ma bensì di far coincider la politica economica del governo con le richieste del padronato. Come se non fosse già stato, con finanziamenti, sgravi fiscali, condoni fiscali e libertà di eludere le tasse e di trasportare in paradisi fiscale le sedi delle aziende italiane. Ora tutto deve diventare spuderatamente più chiaro. Attacco agli ammortizzatori sociali, all’indennità di disoccupazione e a quel poco di sopravvivenza che rimane ai lavoratori, in questi anni e non solo in tempo di Covid 19. Queste risorse a detta “del nostro” devono servire per “l’immediata liquidità delle imprese”, agli “incentivi alle aziende”, alle “decontribuzioni e alle detrazioni d’imposta”. Distribuzione a pioggia dei soldi pubblici per le imprese a fondo perduto. Rapacità, arroganza e miopia imprenditoriale, meglio dire padronale. E’ sempre stato così e sappiamo come è la situazione. Non solo; per affrontare la crisi Covid 19, si chiede di destrutturare ancora di più i contratti nazionali, ed infine di derogare all’art. 2087 codice civile che affida alle imprese la tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti, definendo ”folle” l’eventuale contenzioso dei dipendenti che contraggano nell’ambito lavorativo il virus. I dati INAIL dicono di 300 contagi giornalieri in fabbrica, e 10 muoiono. Rammentiamo, pur riconoscendo impreparazione e sottovalutazione all’inizio della pandemia, l’ostilità delle aziende bergamasche e bresciane a creare le zone rosse. Abbiamo visto come è andata a finire. Bonomi che sarà ufficializzato a fine maggio a capo della Confindustria, senza ritegno e senza vergogna afferma che “ora inizia la stagione dei doveri e dei sacrifici per tutti”, e per tutti si intente ovviamente le lavoratrici e i lavoratori. Non abbiamo sentito reazioni, prese di posizione, risposte doverose e necessarie da parte di partiti e sindacati alle esternazioni, ma non troppo tali, del presidente Carlo Bonomi. E se il buon giorno si vede dal mattino… figuriamoci come sarà il futuro. Anzi Renzi di Italia Viva ( ?? ma non troppo stando ai sondaggi) con la sua insistente campagna propagandistica di aprire tutto e subito si pone al servizio delle più reazionarie intenzioni padronali. Spalleggiato, tutto nella norma, dalla destra fascistizzante e autoritaria presente in Parlamento, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. Ci attendono mesi, anni e tempi difficili e gravi. Dobbiamo esserne consapevoli, attrezzarci e organizzarci per rispondere alla protervia del potere padronale. Da più parti, compreso a livello sindacale, viene l’indicazione di una uscita dalla crisi con un modello nuovo diverso di vita, di società di lavoro. Il rischio vero, e vi è molta sottovalutazione da parte di molti, è di “superare” l’attuale situazione Covid 19 con un pesante arretramento del mondo del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori con maggior sfruttamento, precariato, ricatti e minori tutele e diritti, e con i soliti “ doveri e sacrifici”, che serviranno ad ingrassare ancora di più le tasche dei padroni ed aumentare le disuguaglianze e il divario sociale. Bisogna da subito agire per difendere le classi lavoratrici. Tutto ciò ha un solo nome: unità fra i lavoratori e azione comune delle rappresentanze sindacali, pur nelle rispettive autonomie, devono lottare insieme in difesa dei lavoratori. Rilanciare ora e adesso il protagonismo dei lavoratori che anche in questa drammatica situazione hanno salvato il Paese. Altrimenti sarà peggio del coronavirus. 

Maggio 2020. ...continua a leggere "CARLO BONOMI, LA CONFINDUSTRIA SI FA COVID 19"

Contro il covid-19 la Regione chiede aiuto a Cuba. 

Il Piemonte è la regione italiana dove il sistema elettorale maggioritario “ha dato piena prova di sé”; garantire (sic !) “ l’ alternanza al governo subalpino delle coalizioni partitiche”. Dal 2000 si sono alternati alla presidenza della Regione Piemonte Ghigo, centro destra, Forza Italia, - Bresso centro sinistra, - Cota centro destra, Lega,- Chiamparino centro sinistra, PD, - Cirio centro destra – Forza Italia. Si potrebbe pensare che i cittadini piemontesi abbiano scelto “sempre la migliore proposta politica”. Nulla di più falso. ...continua a leggere "PIEMONTE: CRISI SANITARIA GRAVISSIMA"

"Il 25 aprile il Paese intero canti Bella Ciao, c'è bisogno di speranza e unità"

Il 25 aprile #bellaciaoinognicasa alle ore 15: l'appello della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI.

L'Italia ha bisogno, oggi più che mai, di speranza, di unità, di radici che sappiano offrire la forza e la tenacia per poter scorgere un orizzonte di liberazione. Il 25 aprile arriva con una preziosa puntualità. Arrivano le partigiane e i partigiani, il valore altissimo della loro memoria. L'ANPI chiama il Paese intero a celebrarlo come una risorsa di rinascita. Di sana e robusta rinascita. Quest' anno non potremo scendere in piazza ma non ci fermeremo. Il 25 aprile alle ore 15, l'ora in cui ogni anno parte a Milano il grande corteo nazionale, invitiamo tutti caldamente ad esporre dalle finestre, dai balconi il tricolore e ad intonare Bella ciao. In un momento intenso ...continua a leggere "25 APRILE L’APPELLO DELL’ANPI"

"Dopo la pioggia"

Dopo la pioggia viene il sereno,

brilla in cielo l'arcobaleno:

è come un ponte imbandierato

e il sole vi passa, festeggiato.

è bello guardare a naso in su

le sue bandiere rosse e blu. 

Però lo si vede - questo è il male -

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,

questa si che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra

fare la pace prima della guerra.

"Bambini, imparate a fare cose difficili"

È difficile fare le cose difficili:

parlare al sordo,

mostrare la rosa al cieco.

Bambini, imparate a fare cose difficili: ...continua a leggere "RICORDANDO GIANNI RODARI"

Luis Sepulveda nacque il 4 ottobre del 1949 nella città cilena di Ovalle.

Giovanissimo si iscrive alla Gioventù comunista e scrive per il quotidiano “Clarìn”. A vent'anni il suo primo libro di racconti, “Crònicas de Pedro Nadie” riceve il Premio Casa de las Americas e una borsa di studio per corsi di drammaturgia presso l'Università Lomonosov di Mosca.

Resterà nella capitale russa solo pochi mesi a seguito di uno scandalo per la sua relazione con l'insegnante di letteratura slava, che lo fa espellere per atteggiamenti contro la morale. Comincia la sua vita di errabondo. Torna in Cile, ma ha forti scontri con il padre e viene espulso dalla Gioventù comunista. Entra nelle file dell'Ejercito de Liberacion Nacional in Bolivia. ...continua a leggere "CIAO COMPAGNO LUIS !"

Pubblicazione non periodica a cura di ass. culturale Proposta Comunista - Maggiora (NO) - CF e PIVA 91017170035 Privacy Policy