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di Marco Travaglini

Vječna Vatra è la “fiamma eterna”, al centro di Sarajevo, all’angolo tra la Maršala Tita e Fehradija, la via pedonale principale del centro storico. Quella del memoriale alle vittime militari e civili della seconda guerra mondiale e ai partigiani, si dice sia l’unica fiamma che non si è mai spenta nemmeno sotto l’assedio.
È un monumento dall’alto valore evocativo. La lapide ricorda una data, il 6 aprile del 1945. Il giorno della liberazione della capitale bosniaca dall’occupazione nazista e della vittoria di serbi, bosniaci e croati che insieme riconquistarono la libertà. Insieme, uniti come le dita di una mano chiusa a pugno per resistere e colpire sotto le insegne dell’esercito partigiano di Tito.
La dimostrazione visiva di una lotta comune, segnata dall’antifascismo degli slavi del sud. Poi, dalla Vječna Vatra si va in direzione del mercato di Markale. La strada è breve: neanche il tempo di tirare il fiato e compare la piazza con i banchi di ferro e di legno del coloratissimo mercato della frutta e della verdura. Come in tutti i ...continua a leggere "MARKALE, IL “MERCATO DELLE STRAGI” DI SARAJEVO"

Pubblichiamo il documento elaborato dai compagni di Gattinara sulla riattivazione della linea ferroviaria Arona-Santhià

I Comunisti per Gattinara chiedono alla Regione Piemonte e a RFI, ultimo gestore, la sollecita riapertura della linea ferroviaria Santhià – Arona. È indispensabile continuare ad agire unitariamente, tutti insieme, al fine di ottenere la riapertura e il rilancio della linea Santhià – Arona, ferrovia utile e importante per tutto il Piemonte Orientale, la Regione Piemonte; dall’alta valenza economica, culturale, sociale e ...continua a leggere "DAL NOSTRO PASSATO UNA FERROVIA PER IL FUTURO"

Mentre continua la lotta contro il progetto di Cascina Alberto, passato di mano dall’Eni alla Shell, siamo andati a vedere cosa combinano in altre parti del mondo queste due vecchie zitelle dell’idrocarburo.
Prima di tutto, abbiamo avuto conferma che la loro è un’amicizia solida e duratura, collaudata dalle comuni scorrerie tra le ricchezze del continente nero. Nel 2016, l’Italia è stato il paese europeo che ha compiuto il maggior numero di investimenti diretti in Africa. Si tratta di quattro milioni di dollari che rappresentano il 4,3% del totale degli investimenti diretti nel continente. Tra le imprese italiane, è stata proprio l’Eni, che ricava più della metà della produzione di gas e di petrolio dal sottosuolo del continente nero, a far la parte del leone o meglio della iena.
Il nuovo look africano del cagnone a sei zampe è infatti confermato da due processi ...continua a leggere "LA IENA A SEI ZAMPE"

ATTENZIONE: UCCIDE SILENZIOSAMENTE

L’esposizione, l’ingestione e l’inalazione di fibre di amianto, un minerale fibroso e inerte che presenta un’alta resistenza sia al calore sia a vari agenti chimici, comportano il rischio di ammalarsi di asbestosi, di carcinoma polmonare e di mesotelioma pleurico, una neoplasia difficilmente curabile che porta alla morte per soffocamento. La relazione tra queste malattie delle vie respiratorie e l’amianto è stata definitivamente accertata dalla comunità scientifica internazionale tra il 1955 e il 1960, quindi mezzo secolo fa. Mentre è sufficiente un breve periodo di esposizione alla sostanza cancerogena, i danni per la salute si possono manifestare dopo periodi di tempo molto lunghi, compresi tra i dieci e i 40 anni.
Nel XX secolo, l’amianto, facilmente lavorabile, ha trovato applicazioni in numerosissime attività industriali. Nel campo dell’edilizia, fu usatissimo l’eternit, un impasto di cemento e amianto la cui produzione iniziò nel 1903. In eternit, sono ...continua a leggere "AMIANTO: IL SERIAL KILLER DEL CAPITALE / Reprint"

Ivan Della Mea ci ha lasciati. È morto nel letto di un ospedale di Milano venerdì scorso. Nato a Lucca il 16 ottobre 1940, si era presto trasferito a Milano dove, nel 1962, era stato tra i fondatori del Nuovo Canzoniere Italiano. Ha attraversato l’intera stagione delle grandi lotte degli anni Sessanta, che ricordava come “anni di vita piena , di spettacoli, dischi, discussioni in quella nave dei folli messa insieme da Gianni Bosio”, e Settanta. Interprete sensibile di una sinistra libertaria, lui, toscano di origine, non aveva esitato a cimentarsi con il dialetto milanese, la lingua della classe operaia, del proletariato e delle osterie, in canzoni come “Sent un po’ Gioan te se ricordet”, “La cansun del navili”, “El me gatt”. Alcuni dei suoi brani sono stati la colonna sonora delle lotte di quegli anni e i suoi spettacoli hanno accompagnato il percorso culturale e politico della sinistra e del movimento operaio. Dal 1985, era ...continua a leggere "SENT UN PO’ IVAN TE SE RICORDET / Reprint"

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