Vai al contenuto

PIEMONTE: CRISI SANITARIA GRAVISSIMA

Contro il covid-19 la Regione chiede aiuto a Cuba. 

Il Piemonte è la regione italiana dove il sistema elettorale maggioritario “ha dato piena prova di sé”; garantire (sic !) “ l’ alternanza al governo subalpino delle coalizioni partitiche”. Dal 2000 si sono alternati alla presidenza della Regione Piemonte Ghigo, centro destra, Forza Italia, - Bresso centro sinistra, - Cota centro destra, Lega,- Chiamparino centro sinistra, PD, - Cirio centro destra – Forza Italia. Si potrebbe pensare che i cittadini piemontesi abbiano scelto “sempre la migliore proposta politica”. Nulla di più falso. Le coalizioni si sono succedute, ma la musica, la situazione non è mai cambiata, men di meno nella sanità. Solo tagli. Agli inizi del 2000 si è fatto la più massiccia operazione di “convenzioni con strutture private” che ovviamente si sono “prese o hanno avuto” le parti più redditizie della sanità, lasciando al servizio pubblico le realtà più gravose e difficili. Poi si è passati alla chiusura degli ospedali sul territorio: sono stati chiusi 12 ospedali dal 2012 al 2018. Ne sono rimasti attivi 49. Scelta di accentrare per risparmiare, evitare sprechi e accorciare le liste di attesa. Nel frattempo da decenni si parla di cittadelle della salute, inteso Novara, di nuovi ospedali, vedi VCO senza che una pietra sia posta, ma con incredibili scelte finanziaria che penalizzano la collettività come sta succedendo a Novara. Un disastro. Con il bilancio regionale sempre in bilico verso il fallimento con continui tagli che hanno portato all’ennesimo ridimensionamento del personale diminuito dal 2009 al 2017 di 4000 unità, pari al 7%. Comprensibile quindi la scaduta qualità del servizio, l’aumento delle liste d’attesa. Il Piemonte è la Regione del Nord con la maggior mobilità di pazienti verso altre regioni. Era evidente che fra “mutande verdi” e scandali di “rimborsopoli”, del passato e acquisto di voti dall’andrangheta vedi il caso del consigliere Rosso in questa appena nata legislatura, comunque sia il giudizio della Magistratura, la sanità piemontese alla prima grave pesante e certamente difficile emergenza, si sarebbe arenata come è avvenuto. Il covid-19 inginocchia il Piemonte. Le province non reggono la situazione e la crescita esponenziale dei contagi è percentualmente più alta che in ogni parte d’Italia. Eppur ci saranno delle responsabilità, eppure dovremmo chiederci cosa distingue una scelta di sinistra da una di destra. In Piemonte, come altrove, non c’è differenza. Queste sono le conseguenze. A tamponare questa emergenza il sacrificio pazzesco e sovraumano di tutto il personale medico, infaticabile e fantastico. Vi è il volontariato che supplisce come può, ma con molta dedizione, alle carenze di una Regione inconsistente, impreparata, incapace di affrontare la crisi. Esplosiva, questo come in tutta Italia, la situazione nelle case di riposo. In questo contesto di estrema difficoltà, con scarsità di personale il presidente di centro destra del Piemonte, Cirio ha chiesto aiuto a Cuba. Lunedì di pasquetta 38 componenti della “brigada Henry Reeve”, 22 medici e 16 infermieri e un coordinatore logistico, sono atterrati all’aeroporto di Caselle Torino. La brigada composta da epidemiologi, anestesisti, rianimatori, medici di medicina generale e infermieri specializzati in terapia intensiva, presterà il suo sostegno a titolo gratuito in solidarietà con la popolazione italiana colpita da nuovo coronavirus, lavorando a fianco dei medici italiani. Queste le finalità ribadite all’arrivo a Torino della brigada. Con la Lombardia del dopo “celeste” Formigoni, il Piemonte è fra le regioni del Nord che ha più economizzato e privatizzato la sanità pubblica regionale ha scapito dei cittadini. Ora ci si accorge che la sanità pubblica della comunista Cuba è attrezzata e pronta a soccorrere le capitalistiche regioni del nord Italia. Si deve implicitamente riconoscere che un altro sistema, pur con tutte le difficoltà, i limiti, le restrizioni del bloqueo, la sanità della comunista Cuba è finalizzata a salvare vite, ad aiutare l’umanità, come affermava compagno Fidel, compito della Rivoluzione. Gridiamolo pure compagni, che pur con errori e sbagli e tante cose che si devono sempre migliorare, è meglio il socialismo, il comunismo al profitto del sistema capitalistico fatto anche sulla sofferenza di chi sta male.

Pubblicazione non periodica a cura di ass. culturale Proposta Comunista - Maggiora (NO) - CF e PIVA 91017170035 Privacy Policy