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CARLO BONOMI, LA CONFINDUSTRIA SI FA COVID 19

La Confindustria parla chiaro, da sempre. La rivincita e lo smantellamento delle residue conquiste dei lavoratori e sindacali sono l’azione principale dell’associazione dei padroni. Con il precedente presidente Vincenzo Boccia vi era una parvenza di confronto con il quadro politico e sociale, ora con Carlo Bonomi i padroni si fanno davvero Covid 19. Il 4 maggio con un’intervista il Bonomi si presenta. Non si tratta più di collocare i bisogni e gli interessi delle imprese all’interno delle esigenze del paese Italia, ma bensì di far coincider la politica economica del governo con le richieste del padronato. Come se non fosse già stato, con finanziamenti, sgravi fiscali, condoni fiscali e libertà di eludere le tasse e di trasportare in paradisi fiscale le sedi delle aziende italiane. Ora tutto deve diventare spuderatamente più chiaro. Attacco agli ammortizzatori sociali, all’indennità di disoccupazione e a quel poco di sopravvivenza che rimane ai lavoratori, in questi anni e non solo in tempo di Covid 19. Queste risorse a detta “del nostro” devono servire per “l’immediata liquidità delle imprese”, agli “incentivi alle aziende”, alle “decontribuzioni e alle detrazioni d’imposta”. Distribuzione a pioggia dei soldi pubblici per le imprese a fondo perduto. Rapacità, arroganza e miopia imprenditoriale, meglio dire padronale. E’ sempre stato così e sappiamo come è la situazione. Non solo; per affrontare la crisi Covid 19, si chiede di destrutturare ancora di più i contratti nazionali, ed infine di derogare all’art. 2087 codice civile che affida alle imprese la tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti, definendo ”folle” l’eventuale contenzioso dei dipendenti che contraggano nell’ambito lavorativo il virus. I dati INAIL dicono di 300 contagi giornalieri in fabbrica, e 10 muoiono. Rammentiamo, pur riconoscendo impreparazione e sottovalutazione all’inizio della pandemia, l’ostilità delle aziende bergamasche e bresciane a creare le zone rosse. Abbiamo visto come è andata a finire. Bonomi che sarà ufficializzato a fine maggio a capo della Confindustria, senza ritegno e senza vergogna afferma che “ora inizia la stagione dei doveri e dei sacrifici per tutti”, e per tutti si intente ovviamente le lavoratrici e i lavoratori. Non abbiamo sentito reazioni, prese di posizione, risposte doverose e necessarie da parte di partiti e sindacati alle esternazioni, ma non troppo tali, del presidente Carlo Bonomi. E se il buon giorno si vede dal mattino… figuriamoci come sarà il futuro. Anzi Renzi di Italia Viva ( ?? ma non troppo stando ai sondaggi) con la sua insistente campagna propagandistica di aprire tutto e subito si pone al servizio delle più reazionarie intenzioni padronali. Spalleggiato, tutto nella norma, dalla destra fascistizzante e autoritaria presente in Parlamento, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. Ci attendono mesi, anni e tempi difficili e gravi. Dobbiamo esserne consapevoli, attrezzarci e organizzarci per rispondere alla protervia del potere padronale. Da più parti, compreso a livello sindacale, viene l’indicazione di una uscita dalla crisi con un modello nuovo diverso di vita, di società di lavoro. Il rischio vero, e vi è molta sottovalutazione da parte di molti, è di “superare” l’attuale situazione Covid 19 con un pesante arretramento del mondo del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori con maggior sfruttamento, precariato, ricatti e minori tutele e diritti, e con i soliti “ doveri e sacrifici”, che serviranno ad ingrassare ancora di più le tasche dei padroni ed aumentare le disuguaglianze e il divario sociale. Bisogna da subito agire per difendere le classi lavoratrici. Tutto ciò ha un solo nome: unità fra i lavoratori e azione comune delle rappresentanze sindacali, pur nelle rispettive autonomie, devono lottare insieme in difesa dei lavoratori. Rilanciare ora e adesso il protagonismo dei lavoratori che anche in questa drammatica situazione hanno salvato il Paese. Altrimenti sarà peggio del coronavirus. 

Maggio 2020.

 

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